Storia dell’Oratorio e della Confraternita

Le confraternite trovarono in Liguria la loro antica origine nelle case dei disciplinanti, gruppi laici che si imponevano di osservare insieme una disciplina, cioè una penitenza.

A Genova la più remota di queste associazioni risale al 1232 Nell’anno 1399 una nuova ondata di zelo popolare si verificò con il movimento dei Bianchi che giunse a Genova dalla Provenza, incrementando la nascita di altre Confraternite.

Dai primi anni del secolo XV le confraternite iniziarono a staccarsi dalle Chiese e dai Conventi dove avevano trovato accoglienza, per trasferirsi in sedi separate, gli oratori. Il termine oratorio sta a significare il luogo dove si riunisce l’antica casa dei disciplinanti che si ritrova in una sede comune per andare processionalmente per la città per implorare la misericordia del Signore o per ringraziarlo di un beneficio ricevuto.

Ben presto alle originarie confraternite vennero ad aggiungersi nel medesimo oratorio altri gruppi che, aggregandosi costituirono le casacce . Alla fine del scolo XV, i termini casaccia, confraternita, casa dei disciplinanti, compagnia, vennero ad assumere lo stesso significato, senza mai acquistare una connotazione religiosa. Nell’anno 1495, come si apprende dalla storia di Sori, scritta da Mons. Giacomo Ghio, il sorese Erasmo Cavassa, decise di fondare un oratorio e una confraternita intitolati a Sant’Erasmo con l’obbligo di “dispensare ai poveri ogni anno 150 lire e 5 mine di pane” .

Non si conoscono le ragioni della fondazione, ma è facile immaginare che in un borgo prevalentemente marittimo esistesse una particolare devozione per il vescovo dei naviganti. Diversi oratori e chiese furono dedicati al suo nome e si trovano tuttora sparsi per tutta la Liguria, sia nella Riviera di ponente che in quella di levante.

Per l’oratorio di S.Erasmo di Sori, la notizia più antica, fino ad oggi conosciuta, è quella della sua fondazione . La fonte successiva risale al primo luglio 1504 in cui un legato testamentario del sorese Battino Bozzo destinò un importante beneficio per l’oratorio. La volontà di Battino Bozzo non fu un esempio isolato di beneficio testamentario a favore delle confraternite, altri ne seguirono e con il passare del tempo diventò assai abituale assegnare una parte dei beni o l’intero patrimonio a queste associazioni laicali che con il tempo raggiunsero, con la loro vitalità associativa, una tale importanza da richiamare l’attenzione delle massime autorità Stato e Chiesa che intervennero per legiferare sul loro sviluppo e sul loro stato giuridico. Oratorio e opera pia furono gli scopi originari designati dal fondatore per la casaccia di Sori, ma con il passare degli anni i modelli tradizionali risultarono insufficienti per le nuove aspirazioni e divenne opportuno darsi uno statuto. Per questo motivo nell’anno 1668 vennero promulgati i Capitoli della Confraternita. Dalla lettura degli statuti appare evidente la natura associativa della casaccia i cui membri laici, volevano assicurarsi finalità di vita spirituale con un comportamento retto, discreto, osservando pratiche di carità, quali le preghiere per il riscatto delle anime del purgatorio, assistenza ai fratelli poveri e ammalati, il rispetto ai superiori e la partecipazione alle cerimonie rituali. Nell’anno 1798 il Direttorio della Repubblica Ligure ordinò la requisizione di tutti gli oggetti preziosi di chiese, conventi e oratori.

L’oratorio di S.Erasmo di Sori fu oggetto di un saccheggio indiscriminato e furono disperse la quasi totalità delle suppellettili. Dopo l’occupazione francese, agli inizi del secolo XIX le attività della confraternita ripresero in tono minore, il numero degli iscritti si ridusse, così come si ridussero le messe di suffragio. crocifisso

Nel 1858 si approvarono alcuni emendamenti riguardanti le tariffe per l’intervento della compagnia ai funerali, nel 1875 vennero registrate alcune delibere riguardanti lavori di restauro ai muri esterni e al campanile. Gli ultimi anni del secolo videro la confraternita segnata da una grave crisi, il numero dei confratelli diminuì e scarsa fu la partecipazione alle assemblee, alle funzioni e ai funerali. Il periodo più florido e vivo dalla Confraternita è stato quello vissuto nel XVIII secolo, a testimonianza di ciò restano le opere più belle ed interessanti che si possono ammirare ancor oggi : il Coro ligneo della metà del 1700 e il crocifisso processionale commissionato nel 1712 ad Anton Maria Maragliano che si trova oggi nella chiesa parrocchiale. Nel 1872 l’oratorio si arricchì di un organo originario del XVIII secolo collocato nell’attuale sede sopra l’altar maggiore, dall’organaro Lorenzo Paoli che, in tale occasione, aggiunse il Principale di otto piedi all’antico organo positivo di soli quattro piedi rimasto per altro integro nella sua fattura.

Attualmente presso l’oratorio vengono celebrate due Messe all’anno: la prima domenica di giugno in occasione della festa del Patrono, e l’altra il giorno dei Morti. Da alcuni decenni, dopo importanti lavori di restauro effettuati all’edificio, l’oratorio è diventato sede di una intensa attività concertistica e di incontri su temi religiosi e culturali.