Storia della chiesa parrocchiale di Sori

La Chiesa di Sori fu intitolata a Santa Margherita Vergine Martire il cui culto si sviluppò in occidente all’epoca delle crociate; le sue origini non sono ben definite, ma si ritiene che possano risalire intorno all’anno 1100.

Il più antico documento sulla Chiesa si trova negli archivi della Curia Arcivescovile di Genova e risale all’anno 1143 in cui l’Arcivescovo di Genova decretava che la Chiesa Santa Margherita di Sori non pretendesse pure le decime dalle altre Chiese collegate.

Nell’anno 1163 troviamo un documento in cui si ordina alle parrocchie di S.Margherita, Canepa e S.Bartolomeo di devolvere alla Pieve di Sori la quinta parte delle decime.

In effetti all’epoca, la Chiesa di S.Margherita era assoggettata alla Pieve di Sori cioè alla Chiesa di S.Michele Arcangelo (attuale parrocchiale di Pieve Ligure) che era considerata “Chiesa plebana”, la chiesa principale della zona da cui sono poi derivate tutte le comunità circostanti.

Con il passare del tempo, con l’incremento della popolazione e lo sviluppo del borgo, la comunità di Sori richiese con sempre maggior insistenza l’affrancamento dalla Pieve; vi furono lunghe controversie, contrasti e polemiche che durarono secoli.

In quei tempi l’edificio doveva essere abbastanza modesto, infatti nel 1582 Mons. Bossi incaricato dalla Diocesi di Genova di visitare tutte le chiese per uniformarle ai canoni previsti dal Concilio di Trento, ordinò che la chiesa venisse ingrandita perché insufficiente per tutti i parrocchiani.

Questo sarebbe certamente avvenuto se il borgo di Sori non fosse stato duramente provato da due gravi calamità : la peste nel 1579 e il saccheggio dei Saraceni nel 1584.

Nell’anno 1674, l’Arcivescovo G.B. Spinola elevò la Chiesa di Sori a parrocchia dandogli una notevole autonomia rispetto alla Pieve. Nel 1681 iniziò una sottoscrizione per il rifacimento dell’edificio, ma non se ne fece nulla perché il progetto non rispondeva alle esigenze e al decoro voluto.

La grande svolta nella storia della chiesa avvenne nel 1706 quando il prevosto Angelo Maria Biondi riunì nell’Oratorio di S.Erasmo tutti i parrocchiani per decidere di edificare una nuova chiesa sul luogo di quella precedente, orientata diversamente, con l’ingresso rivolto al mare.

Furono reperiti i fondi con il contributo dei padroni marittimi dei marinai e di tutta la popolazione, furono previste prestazioni d’opera gratuite dei parrocchiani o il pagamento delle equivalenti giornate di lavoro. Il progetto fu affidato al Maestro Domenico Orsolino il quale si avvalse dei consigli e della consulenza del celebre architetto Giovanni Antonio Ricca, il cui nome appare nel libro dei conti della Masseria.

I lavori iniziarono il primo marzo del 1707; con il primo lotto fu ricostruita circa metà della chiesa, poi le risorse economiche si esaurirono. Nel 1711 venne richiesto un prestito alle famiglie più ricche di Sori per oltre 4.000 lire, ai primi di marzo vennero ripresi i lavori che vennero portati a termine nel 1714.

In occasione dell’inaugurazione la Confraternita dell’Oratorio di S.Erasmo donò per l’ornamento dell’altare a fianco dell’altar maggiore, il proprio crocifisso processionale che ancor oggi si può vedere nello stesso posto.

crocifisso

Stremato dalla fatica e dalle ansie causate dai lavori, il 25 agosto 1714 morì il prevosto Angelo Maria Biondi a soli 53 anni, lasciando un ricordo di grande stima nella popolazione.

Gli successe il Sac. Giuseppe Maria Cafferata, che rimase parroco a Sori sino al 1749. A lui toccò completare la chiesa, costruire il campanile e la canonica, superando notevoli difficoltà.

Il 20 maggio 1736 da una sua relazione risultano ultimati :

  • L’altare maggiore, parte in marmo e parte in stucco;
  • l’altare del Crocifisso
  • l’altare del Rosario con i 15 misteri
  • l’altare di S.Margherita
  • l’altare di S.Firmina
  • l’altare di S.Gottardo
  • l’altare di S.Anna

Gran parte di quanto descritto è rimasto ancor oggi nello stato originale, naturalmente ogni altare è stato progressivamente arricchito in epoche diverse con quadri, stucchi, ori e marmi.

I lavori proseguirono con la costruzione del magnifico campanile, eseguito nel 1740 su disegno e direzione del M° Bartolomeo Orsolino.

Nel 1761 la Compagnia di S.Firmina, composta dai proprietari dei bastimenti soresi, fece costruire il nuovo organo ad opera del M° Filippo Pittaluga di Genova.

Dall’anno 1788 circa, la famiglia Aprile provvide per due generazioni alla copertura in marmo delle parti ancora in calce degli altari laterali. Nel contempo si provvide alle porticine dei tabernacoli e alle colonne in marmo, trasportate con notevole fatica e spesa.

Agli inizi del XIX secolo venne decorata la facciata con il medaglione dedicato a S.Margherita, ora completamente scomparso a causa dell’usura del tempo e degli eventi bellici, si restaurò il piazzale della Chiesa e la piazzetta laterale, detta “delle donne”.

Nel 1844 si montarono nuove campane e nel 1852 due nuovi confessionali; infine nel 1874 iniziarono i necessari lavori di restauro delle opere compiute il secolo precedente.

Nel 1891 venne nominato arciprete di Sori Don Giacomo Ghio, uomo di profonda cultura e di carattere forte e dinamico che si trovò ben presto di fronte di fronte a grossi problemi di varia natura: difficoltà di organizzazione interna, lavori materiali urgenti alle chiese, gravi problemi sociali e pastorali.

A tutti questi problemi Don Giacomo Ghio, che in seguito sarebbe diventato Vescovo di Urbino, diede risposte operative serie ed intelligenti, riorganizzando la parrocchia in modo adeguato ai tempi, occupandosi fattivamente dei problemi sociali del paese con la costruzione dell’Asilo con l’annesso acquedotto e facendo importanti opere agli edifici religiosi. A lui si devono il completamento del rivestimento in marmo di tutte le pareti laterali degli altari, il rinnovamento degli stucchi e delle indorature , i nuovi altari di S.Agostino e S.Francesco (dono della famiglia Rivarola) .

Ma i lavori più importanti vennero eseguiti nel Santuario della Madonna delle Grazie, che venne completamente e splendidamente rinnovato.

A termine dei lavori, nell’anno 1900, dopo un lungo periodo di preparazione spirituale, venne solennemente celebrata la Consacrazione della Chiesa Parrocchiale e l’incoronazione della venerata immagine della Madonna delle Grazie.

Nel 1912, Don Giacomo Ghio, ora monsignore, lasciò la parrocchia di Sori per divenire Vescovo di Urbino dove rimasi sino al 1931 quando si ritirò, gravemente ammalato a Rigoroso dove si spense nell’anno 1935. Nel 1936 venne tumulato nella Chiesa di Sori, sotto l’altar maggiore.

Nel 1937 venne nominato parroco don Giacomo Cartasegna, un pastore molto amato dei soresi; durante il suo ministero sostenne con coraggio e grande umanità, il dramma della guerra, dei bombardamenti e della distruzione di parte del paese. Nel dopoguerra collaborò attivamente alla ricostruzione del paese dalle rovine materiali e morali lasciate dal periodo bellico; rimase parroco a Sori sino alla sua morte nell’anno 1957.

Dopo la sua morte si susseguirono alla guida della Parrocchia : Don Lorenzo Moggio dal 1957 al 1966; Don Mario Gastaldi dal 1966 al 1972; Don Michele Repetto dal 1972 al 1981, don Francesco Pertica dal 1981 al 2009, al quale si deve riconoscere il grande impegno profuso nella sua attività pastorale e nel restauro e nel mantenimento di tutti gli edifici di culto del paese.

Nel corrente anno 2009, a causa dell’aggravarsi di una malattia che ne ha pregiudicato irrimediabilmente le capacità fisiche , Don Francesco Pertica lascia la conduzione della parrocchia e in sua vece viene nominato dall’Arcivescovo di Genova Card. Angelo Bagnasco, Don Germano Andriani, già curato della parrocchia di Bogliasco.