Storia di S. Erasmo

immagine dipinto di san erasmo

Fonti sicure attestano l’esistenza di un Sant’Erasmo vescovo di Formia, martire al tempo di Diocleziano e Massimiliano (303 d.c.) e sepolto nella località costiera del Lazio meridionale. Di storico su di lui si sa ben poco.

La  “Passio” che lo riguarda, compilata nel VI secolo, è leggendaria.  Secondo questo antico manoscritto Erasmo era oriundo di Antiochia.

Quando scoppiò la persecuzione era già vescovo e si nascose per sette anni in una caverna del monte Libano. Ritornato in città fu arrestato e condotto al tribunale dell’imperatore che con lusinghe e tormenti cercò di persuaderlo a sacrificare agli dei; ma Erasmo rimase saldo nella fede e fu rinchiuso in carcere. Venne liberato miracolosamente e si recò nell’Illirico dove in sette anni convertì quattrocentomila persone. Arrestato ancora una volta da Massimiliano, venne condotto a Sirmio dove abbatté un simulacro e convertì altre quattrocentomila  persone , molte delle quali furono immediatamente uccise, mentre Erasmo, dopo essere stato orribilmente torturato, venne rinchiuso in carcere. Fu liberto allora dall’Arcangelo Michele che lo condusse a Formia ed ivi dopo sette giorni morì.

Venerato in Lazio e in Campania, è menzionato anche negli antichi martirologi e nel calendario marmoreo di Napoli. Nell’anno 842 dopo che Formia era stata distrutta dai Saraceni, le reliquie furono nascoste nella vicina Gaeta. Quando furono ritrovate, nel 917, il martire venne proclamato patrono della diocesi del Golfo. Nel 1106, Pasquale II consacrò la cattedrale di Gaeta, dedicandola alla Vergine e a Sant’Erasmo. E’ invocato contro le epidemie e le malattie dell’intestino, per il fatto che nel martirio gli sarebbero state strappate le viscere.

E’ Santo Patrono dei  marinai che lo venerano anche con il nome di Sant’Elmo.